Marco Melandri, uno dei volti più noti del motociclismo italiano e vincitore del Mondiale 250cc nel 2002, è stato ospite speciale alla nostra festa! Prima di scatenarsi in consolle, si è concesso in maniera elegante a una breve intervista con una ragazza del team Wave Fest. Ecco cosa ci ha raccontato.
Cosa ti ha spinto a salire in moto la prima volta?
“Da quando ho ricordi la passione per la moto era parte di me, quindi non è che mi è arrivata o l’ho presa dopo. Sono cresciuto in mezzo ai giornali settimanali di moto e VHS; quindi, non lo so è sempre stata la mia vita e questo mi ha spinto a salire in moto. Ogni moto che vedevo volevo salirci. Poi a 4 anni i miei mi fecero provare una Malaguti Grizzly, che era una moto da cross piccolina e poi…”
Come gestivi la paura e la pressione prima di una gara e come vivi l’adrenalina di fronte al pubblico quando suoni?
“La pressione in realtà la gestivo con la musica e con la respirazione che è fondamentale, ti aiuta a tenere self control. Quando in gara ti sentivi pronto per lottare per la vittoria comunque ero abbastanza tranquillo, quando invece sapevi di non avere la velocità e le condizioni per giocarti la vittoria o il tuo massimo potenziale allora eri più nervoso perché dovevi fare sempre qualcosa in più di quello che eri in grado; quindi non era semplice. Prima che la gara iniziasse io mi raccontavo sempre dentro di me che stavo facendo la cosa che più al mondo mi piaceva e che non sarebbe stata una gara sola a cambiarmi la vita quindi dovevo comunque divertirmi. L’adrenalina di quando suono si avvicina tantissimo a quella del podio, perché vedere come reagisce la gente in base alla musica che metti, è un’emozione. La musica è un modo per parlare alla gente senza usare veramente le parole. Mi piace cercare di capire cosa piace loro ed entrare in sintonia.”
Ti manca la velocità delle gare o hai trovato nella musica una forma diversa di adrenalina?
“Non mi manca troppo la velocità perché per fortuna vivo di ricordi, mi sembra – se ci penso – di essere sulla moto. Quindi no, non mi manca mi piace guardare le gare per soddisfazione. Tanta adrenalina l’ho ritrovata nella musica, quando da sopra vedi tutta la gente che balla è una forte scarica di adrenalina.”
Che consigli daresti ad un ragazzo che sogna la MotoGP, e a chi sogna di lavorare nella musica?
“Dare consigli è sempre difficile, però per me la prima regola è non lasciare mai che le decisioni altrui siano la tua felicità. Si deve sempre decidere con la propria testa a costo di sbagliare. Allo stesso tempo consiglio di iniziare per puro divertimento, senza pensare che diventerà un lavoro che ti porterà ad essere famoso. Solo la passione ti aiuterà a rialzarti da momenti difficili.”

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